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Natura morta alla tresteverina
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Natura morta alla tresteverinaVolevo condividere con voi uno dei miei primi scatti, quando avevo appena comprato la reflex....ricordo solo che presi quello che avevo sotto mano, lo misi sul tavolo della mia cucina......e ci stetti un'ora prima di avere questo scatto....oggi, nel bene o nel male, se non avessi la possibilità di riguardare questa foto, non saprei riscattarla nello stesso modo
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Re: Natura morta alla tresteverinaE' così Andrea, succede proprio quello che hai detto: dopo qualche tempo, riguardando i nostri scatti, li rivediamo sotto una luce differente, non c'é niente da fare. Così come non credo che non saresti più capace di rifarla. Penso piuttosto che nel frattempo, la frequentazione dei corsi, ma soprattutto l'esperienza visiva che hai maturato in questo periodo ti porterebbero per forza di cose a risultati diversi e forse distanti da questo scatto.
Penso che l'esperienza di questi piccoli set casalinghi siano molto formativi da un punto di vista della comunicazione visiva. La mancanza di mezzi per così dire più professionali come tavoli da still life, più punti d'illuminazione - continua o flash - e modificatori di ogni sorta che consentirebbero di ottenere risultati sicuramente più appaganti da un punto di vista dell'immagine finale, costringe a focalizzare la nostra attenzione più sul significato dello scatto e sul messaggio contenuto, piuttosto che spostare la nostra valutazione al solo aspetto formale dell'immagine. La trovo in definitiva un'ottima palestra su come mettere in pratica un'idea che frulla in testa e, verificare seduta stante se quello che avevamo in mente è confacente alle nostre intenzioni iniziali.
Re: Natura morta alla tresteverinaCome non darti ragione Armando! Riguardo il rivedere gli scatti a distanza di tempo torniamo al discorso, iniziato da te, qui: viewtopic.php?f=90&t=115
E ptremmo ricollegarci anche al libro da poco uscito sull'errore fotografico...a proposito, qualcuno ha già iniziato a leggerlo? A parte gli errori tecnici di una profondità di campo senza senso, di una messa a fuoco senza un punto davvero efficace e dell'utilizzzo poco valorizzatrice della luce, non riuscirei oggi a contemplare tutto quello spazio vuoto, inutile, nella composizione. E' comunque questa una conferma del fatto che una fotografia, piuttosto che un dipinto o una scultura, sia unica ed irripetibile. Al di là della fotografia street, del "cogli l'attimo", anche una foto semplice come una natura morta (semplice per modo di dire...dal punto di vista tecnico occorre una maestria e una pazienza che hanno in pochi...occorre conoscere ed utilizzare i più svariati punti luce, essere pazienti nel fotografare ogni singolo oggetto separatamente e scontornarlo per poi riunirlo in post produzione; questo in fotografia, ma già Caravaggio, nel rispondere alle accuse che gli venivano lanciatew contro, urlava "che tanta manifattura gli era a fare un quadro buono di fiori come di figure") è in realtà irriproponibile dal punto di vista compositivo a meno che non abbiamo a portata di mano la foto, il ricordo la memoria di quello che non siamo più.. Ogni foto, bella o brutta, efficace o meno, è unica in quanto idea, in quanto momento, in quanto pensiero....in quel mentre così era, così è stato e così non sarà più... Riguardo il tuo concetto di "palestra"...anche qui condivido: almeno da parte mia ho già interrotto queste pratiche, ma sarebbe utile riprenderle. Senza addentrarsi troppo oltre con scontorni e simili, cercando in maniera sterile di riproporre ideologie pubblicitarie (che vanno in voga oggi e chissà domani), potrebbe invece essere utile tentare di buttare qualcosa sul tavolo e tentare di illuminarlo con mezzi casarecci nel tentativo di cercare nuovamente e ancora composizioni, forme, significati, spunti e idee. Il mio maestro al CSF, Gabriele Agostini, tempo fa ci disse più o meno così: "provate a prendere un uovo e, mantenendo lo stesso punto di inquadratura, illuminatelo ogni volta da un punto diverso e notate che differenza cvi sia tra uno scatto e l'altro"...Non so in realtà quanti abbiano ascoltato quella frase, posso solo dirvi che una volta c'ho passato notte...ho tirato fuori una ventina di scatti tutti diversi...avrei potuto proseguire ad oltranza ma mi ero rotto le palle e me ne ero andato a dormire. Concludo andandomene fuori argomento: prendendo spunto da ciò che dici sull'esperienza visiva e i corsi di fotografia, ti dico solo che mi ero iscritto al CSF avendo in posseso solo una compattina automatica dell'Olympus...lì ho imparato il significato della parola "reflex" e mi sono detto: "mannaggia (in realtà usai differente modalità espressiva che qui mi censurereste), mica lo sapevo che servivano tutti 'sti soldi pe' fa' na foto!"...insomma ho dovuto cambiare attrezzatura per ottenere i risultati che mi determinavo. Questo per dire: ho iniziato per la voglia di Fotografia...in seguito ho scoperto che esistevano le macchinette fotografiche....chi compra la macchinetta e solo in seguito decide di imparare a scattare parte proprio male; o fa uno sforzo notevole per uscire dal circolo vizioso per entrare nell'ottica oppure resta quello che è...mila euro buttati...usciamo da questo concetto...di tutti i possessori di Ferrari, in quanti la sanno guidare? Per esperienza personale vi dico che le mie poche scopate, anche senza Lamborghini e Maserati, me le sarei fatte lo stesso
Re: Natura morta alla tresteverinaAndrè, come al tuo solito: piacevoli, interessanti, divertenti e dissacranti i tuoi interventi…
Anzi che ti ci sei messo di buona lena. Normalmente chi acquista per la prima volta una nuova macchi s’affaccia alla finestra e scatta o al massimo va di domenica in un luogo più o meno famoso e spara… Come dice Armando la preparazione di un set ad hoc, quando si è alle prime armi, non è una cosa semplice… ma anche usare semplici mezzi per l’illuminazione può essere un ottimo ed efficace esercizio. Sarebbe da ripetere cercando di rappresentare il mito della vecchia osteria romana, con quei coltelli, con quegli arredi, con quella luce e… co' quelle magnate!
Re: Natura morta alla tresteverinaBeh Raffae'....ho la fortuna di continuare in quel modo anche nel 2010.....a casa mia, trippa, animelle, carciofi, coratelle non mancano mai...l'altro ieri ad esempio a pranzo coda alla vaccinara e a cena due rigatoni col sugo che era avanzato; ieri invece leggero, un aglio e olio e una cicorietta...oggi invece pajata (ho finito di mangiarla una mezz'oretta fa
Grandiosi come sempre gli spezzoni di Albertone Ottima la tua idea di riproporre questi set (meglio ancora se con persone/attori...a rievocare gli aquarelli di Bartolomeo Pinelli)...potremmo studiarci sompra e inventarci qualcosa! La tua idea del b/n bello contrastato mi mette la pulce nell'orecchio ![]()
Re: Natura morta alla tresteverinaAh...la pajata l'ho mangiata oggi perchè si trova solo il mercoledì (non mi sono ancora domandato il motivo)...il fatto è che se non sei amico del macellaio e non gliela ordini non la trovi...con la storia della mucca pazza l'avevano vietata dal commercio, poi l'hanno rimessa ma di solito dal mattatoio la vendono direttamente ai ristoranti ...stessa cosa vale per le palle di bue (rigorosamente fritte dorate)
Re: Natura morta alla tresteverinaFai veramente "schifo"...beato te!
La pajata e quelle altre cosucce si trovano il mercoledì perché normalmente si macella il martedì.
Re: Natura morta alla tresteverinaDevo dire che ti sottoponi ad un ottimo e rigido regime alimentare degno delle migliori diete weight watcher
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Re: Natura morta alla tresteverinaSì Arma' ....c'hai raggione, ancora me la sento sullo stomaco....rimando i rigatoni a domani: stasera verdura, frutta e a nanna presto Giusto Raffae'...me l'aveva già raccontata mio padre la storia della macellazione di martedì (come "martedì pesce" perchè i pescherecci escono la domenica notte e tornano il lunedì sera), ma avevo rimosso! Però diciamo che è una storia più che altro dei tempi vostri: le interiora si guastano prima, quindi andrebbero mangiate subito; i dubbi sul mercoledì mi vengono dal fatto che la trippa in macelleria si trova anche il martedì (e al supermercato in pratica tutti i giorni)... penso che adesso macellino quotidianamente.....a proposito, a quello de Testaccio oramai ce se fanno le canne; mo 'ndo l'hanno messo er mattatoio? ![]()
Re: Natura morta alla tresteverina
"L'ammazzatora", come si chiamava quando era nel mio amatissimo Testaccio, fu trasferita credo a Tor Sapienza. A Natale mi sono regalato l'ennesimo libro sul quartiere dove sono nato, un bel volume dal titolo "TESTACCIO - dove batte più forte "er core" dei romani" di Roberto Lucignani, contenente una corposa documentazione fotografica che lo racconta dalle origini ai giorni nostri, dove "l'ammazzatora" è ampiamente documentata.
Re: Natura morta alla tresteverinaBeh, storicamente le sassaiole avvenivano tra tresteverini e monticiani (annualmente e puntualmente si riunivano al Foro per stabilire chi fossero i veri romani a colpi di selciate), ma devo ammettere che anche voi, Rione XX, anche se solo dal XIX secolo, ci avete messo del vostro per esprimere la romanità...e dato che a separarci sono solo un paio di ponti, possiamo considerarci cuggini
...Vabbè Raffaè, dato che in questo topic interveniamo solo io, Armando e tu, tralasciamo l'argomento fotografico e buttiamoci sulla storia sociale di Roma nostra! Daje....raccontece quanno da regazzino passavi ponte e l'artri pischelletti carcerati ar San Michele te inveivano contro (mi padre m'ha riccontato la sua, mo vojo sape' la tua)
Re: Natura morta alla tresteverinaIn attesa di conoscere le serciate dal ponte del giovane Raffaele, vorrei mettere in chiaro una cosa:
giovedì: gnocchi, Venerdì: pesce, Sabato: trippa. Partiamo da questo concetto, anche se chi meglio di Lupro potrebbe darci lumi sul menù della settimana romana? (romana come avverbio di luogo eh!
Re: Natura morta alla tresteverinaEcco Arma'....li gnocchi sono sempre stati esclusi dal mio menù...sai com'è: nun se sa mai co' che li fanno
Re: Natura morta alla tresteverinaNormalmente patata... ma a questo punto il rischio di cacciarci in un vicolo senza più via uscita è certo.
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Re: Natura morta alla tresteverinafigliuoli, lo sapete qual'è il mio appellativo nel forum dei motociclisti????
Onofrio andrè ma a casa tua magni sempre ste cose???? quanno m'enviti???? a proposito la pajata nun è ancora stata riammessa al commercio perchè non ancora "affidabile"; quella che si trova comunemente in giro è quella di agnellino, ma alla testaccina e anche quì a monteverde vecchio qualcuno ne fa uso "privato": contrariamente alle indicazioni della sanità se fosse stata portatrice di virus co tutta quella che me sò magnato a quest'ora artro che ballo de S. Vito. per quanto riguarda il menù romano della settimana, manca all'elenco: lunedi ajo e oio martedì verdure (carciofi, cicoria, puntarelle, ecc. ecc.) pasta "seria" (ai sughi de coda, pajata) oppure fagioli co le cotiche questi tre giorni erano più "variegati" degli altri e la domenica pizze rustiche e fritti del verdure il tutto sempre accompagnato dal "Rosso del Mascherone" p.s. approposito andrè, a via dei 4venti, all'incomincio, scendendo a destra, c'è un negozio de pasta fresca che li gnocchi li fà, eppure bbbboni, fidete (anche perchè jo detto che se me li fà "cattivi" je sfascio il locale
Re: Natura morta alla tresteverinaPochi lazzzzie Lupro...io "daje lupi"..il lunedì ajo e ojo me mancava...diciamo che me lo facco quanno devo smarti' indipendentemente dal giorno della settimana....'na cacio e pepe è ovviamente più bona, ma un' ajio e ojio è molto salutare quando nel pasto precedente si è abusato...nella stessa pajata, c'è un filo di grasso che servirebbe a legarla per non fa fuoriuscire quella specie di letta, ma è grasso, quindi quando mio padre me la cucina lo toglie e usa lo spago vero e proprio.....Senza esagerare, penso che possiamo mangiarte tranquillamente tutte queste cose purchè dosandole...l'importante è che abbondiamo di verdure, fibre e frutta...
Vabbe' ho capito...'na vorta se famo 'na magnata assieme e ne discutiamo
Re: Natura morta alla tresteverinadiscutemo, discutemo,ma famola presto che già me stà a salì a scimmia
cacio e pepe come la gricia o l'amatriciana sò piatti che se sò aggiunti poi e nun sò romani, ma burini. approposito o sai che vo dì lupro? LUPetto ROmanista, ner 77 co bombolo, er dante (te ricordi er macellaro de dove sei?) venditti, amendola e nantro maniplo d'eroi, amo fatto i CUCS quinni "in alto i cuori e fuori la voce....."
Re: Natura morta alla tresteverinaHo capito, stasera me tocca prenne du' magnesie in più pe' voi...!
A proposito de serciate e der san micchele racconto la mia... Sì, “le serciate o le mazzafionnate” tra noi testaccini e i trasteverini, appena si oltrepassava il confine di ponte Sublicio, si verificavano non di rado. Abitavo a via Amerigo Vespucci, dove sono nato, praticamente a 30 metri da piazza dell’Emporio, vicino a ponte Sublicio. Allora, da ragazzino “de strada” ne combinavo di tutti i colori. Mia madre doveva combattere con una famiglia numerosa, prima di 7 e poi di 9 cristiani, povera donna. Quando non ne poteva più mi correva dietro per tutta casa brandendo il manico del bastone della scopa o dello scopettone, ma rarissimamente arrivava a prendermi: una volta sotto il letto, un volta chiuso “ar cesso”… la sfangavo. Allora la minaccia terribile: “te manno ai discoli ar san micchele!!!”. Questa cosa mi sembrava realizzabile perché il San Michele, allora sede del carcere minorile, sta subito al di là di ponte Sublicio. Così, ogni tanto, andavo a fare un sopralluogo per vedere come se la passavano. A dire il vero vedere quelle facce con le capocce rasate, appiccicate alle inferriate, costituiva per me un deterrente micidiale. Tornavo moggio, moggio, con tanti buoni propositi nella testa che però duravano pochi giorni fino alla successiva minaccia e conseguente sopralluogo… Certo, nun se po’ sentì parla’ così Celentano… però le serciate erano come queste.
Re: Natura morta alla tresteverinaAltre storie altri tempi!
Sì, a parte la voce di Celentano. anche questo film merita....la scena della passatella era fenomenale...però ricordo che il finale lasciava con l'amaro in bocca!!
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