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Scritto da Joel Tjintjelaar - © All right reserved (tradotto da Armando Corsi)
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Filtri ND e GND, cosa sono, come funzionano e quali scegliere per le nostre foto Come si calcola il tempo di esposizione? 
Scegliere il giusto tempo di esposizione quando si utilizzano i filtri ND può dare adito a un po' di confusione. |
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Ultimo aggiornamento Martedì 16 Febbraio 2010 12:13 |
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Scritto da Joel Tjintjelaar - © All right reserved (tradotto da Armando Corsi)
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Filtri ND e GND, cosa sono, come funzionano e quali scegliere per le nostre foto Nella Parte 1 di questa serie sono state fornite solo alcune informazioni di base sulle fotografie con lunghe esposizioni. Oggi ho intenzione di discutere di alcuni argomenti più tecnici. |
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Ultimo aggiornamento Martedì 16 Febbraio 2010 12:12 |
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Scritto da Joel Tjintjelaar - © All right reserved (tradotto da Armando Corsi)
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Filtri ND e GND, cosa sono, come funzionano e quali scegliere per le nostre foto
Non è un segreto che ami le lunghe esposizioni. Comunque, ho già descritto il mio amore per la fotografia con lunghe esposizioni in un altro articolo. In questo articolo non tratterò il perché eseguo delle lunghe esposizione, piuttosto spiegherò l'utilizzo dei filtri per realizzarle. |
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Ultimo aggiornamento Martedì 16 Febbraio 2010 12:12 |
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Scritto da Gisle Hannemyr (tradotto da Armando Corsi)
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Adeguamento del Sistema Zonale alla fotografia digitaleSono convinto che nei prossimi anni – e non dovremmo attendere a lungo - l'immagine elettronica costituirà il supporto della fotografia. - Ansel Adams, 1980 4. Posizionamento di un singolo elemento La maggior parte dei fotografi ha familiarità con l'uso degli esposimetri delle proprie fotocamere. L’esposimetro della fotocamera misura la luce che è riflessa dalla scena e utilizza queste informazioni per calcolare l'esposizione. Il processo attuale può comportare più di una misurazione, una media di esse (media aritmetica), una pesatura (ad esempio medio-ponderata, parziale o spot), ma le misurazioni saranno sempre utilizzate per calcolare una combinazione di apertura del diaframma, velocità dell'otturatore e ISO che presumibilmente darà la "migliore" esposizione per la scena misurata. Con questo tipo di misurazione, in una scena "normale" lo strumento dovrebbe essere utilizzato idealmente per misurare qualunque riflettenza per la quale è tarato. Nei testi solitamente si afferma che l’esposimetro sarà solito dare una lettura del "grigio medio", in altre parole i toni della scena dovrebbero corrispondere al medio grigio o "riflettanza del 18%". Questo non è il modo in cui lavora l’esposimetro a luce riflessa (vedi mia nota sugli esposimetri per i dettagli), ma data la latitudine di posa delle pellicole moderne e dei sensori, va comunque bene per assicurare un buon risultato finale. |
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Ultimo aggiornamento Martedì 09 Febbraio 2010 09:39 |
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Scritto da Gisle Hannemyr (tradotto da Armando Corsi)
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Adeguamento del Sistema Zonale alla fotografia digitaleSono convinto che nei prossimi anni – e non dovremmo attendere a lungo - l'immagine elettronica costituirà il supporto della fotografia. - Ansel Adams, 1980 1. IntroduzioneDisclaimer: Questo lavoro è in elaborazione, ancora in fase beta. È costantemente modificato e, probabilmente contiene numerosi errori. E' reso pubblico solo per discuterne.
Il Sistema Zonale è stato introdotto nel 1948, quando Ansel Adams (1902-1984) pubblicò il secondo volume della sua serie intitolato The Negative - Il negativo. (Il primo era intitolato The Camera [and lens] - La fotocamera [e gli obiettivi], e il terzo The print - La stampa). In questa trilogia innovativa, Adams presuppone che il fotografo utilizzi una macchina a grande formato a lastra ed abbia il pieno controllo del flusso di lavoro fino a mescolare le sue sostanze chimiche. I libri più recenti sul sistema spesso si concentrano su l'uso di film a rullino e prodotti chimici standard, e su come affrontare i problemi che nascono dal non poter sviluppare ciascun negativo individualmente. |
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Ultimo aggiornamento Martedì 09 Febbraio 2010 09:39 |
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Scritto da Derek K. Miller (tradotto da Marsilio Casale)
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Fotocamere Digitali: fattori di crop, angoli di campo, equivalenze con il 35mm, lenti DX.
Accingendosi oggi ad acquistare una fotocamera digitale si nota che spesso viene indicata la lunghezza focale degli obiettivi con numeri “rapportati al formato 35mm”. In altri casi si leggono specifiche tecniche riguardanti il “fattore di crop”, o “l’angolo di campo”, o “il fattore di moltiplicazione” (pari a 1.5, 1.6, 2.0, o ancora di più alto). C’è da chiedersi cosa esattamente significano queste indicazioni, e perché mai non ne abbiamo mai sentito parlare nei tempi passati, quando si usavano solo fotocamere a pellicola. In realtà, fare un passo indietro, e capire (o ricordare) qualcosa di più a proposito delle pellicole 35mm può senz’altro aiutarci nella comprensione di questi termini. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Dicembre 2009 21:43 |
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