John Delaney

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© John Delaney

Dopo aver trascorso oltre 15 anni come stampatore per i più autorevoli fotografi quali: Annie Leibovitz, Richard Avedon, Bruce Davidson, Steven Klein, Patrick Demarchelier e Irving Penn, nel 2008 il suo progetto "The Golden Eagle Hunters of Mongolia" è stato insignito del prestigioso premio International Photography Awards 2008 Discovery of the Year. 

Il lavoro è stato oggetto di una mostra presso la Farami Gallery di New York lo scorso febbraio.

Il percorso si snoda nelle remote località della Mongolia a bordo di una vecchia jeep russa accompagnato da una una guida locale e da un traduttore.

Il racconto fotografico si articola tra i panorami, i ritratti e lo stile di vita della leggendaria tribù Kazaki: i cacciatori di aquile. Sopravvissuti alla Rivoluzione bolscevica, a Stalin, alla rivoluzione culturale cinese, i Kazaki continuano a vivere grazie alla caccia, e con i loro veloci destrieri si spostano nel vasto territorio dell'Asia Centrale tra i confini della Russia, Cina, Kazakistan e Mongolia occidentale. Ma all'alba del 21° secolo, il loro stile di vita nomade è ancora una volta a rischio a causa della globalizzazione e della progressiva occidentalizzazione che in modo quasi irreversibile rischia di modificare il loro stile di vita.

In una sua intervista Delaney racconta: "Mediante l'uso del grande formato  ho cercato di catturare il loro orgoglio e la loro nobiltà. In montagna, a cavallo ho utilizzato film in b/n e colori per documentare la caccia e la bellezza della Mongolia. I nomadi mi hanno accolto con grande favore e per questo sono loro grato. L'uso della fotocamera a grande formato ha spesso reso lo scatto di ritratto in un evento eccezionale che riuniva tutti i membri della comunità. Sono anche onorato di avere potuto osservare il loro stile di vita in maniera così intima e personale".

 

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